Chris Malinchak – So Good To Me
È arrivato il momento per qualcosa di grosso, sexy, meraviglioso. Qualcosa di così bello che non potremo mai averne abbastanza… Ecco Chris Malinchak “So Good To Me”. Il pezzo che i rumors cominciano a definire come la miglior colonna sonora dell’estate 2013. Già suonato e supportato da Pete Tong su BBC Radio 1, “Essential Tune of the Week”. Adesso sbarca in Italia con l'etichetta EGO, pubblicata su Youtube il 19 Aprile. Chris Malinchak è un trentaseienne produttore di musica House con base in New Jersey. Negli ultimi anni si è fatto conoscere grazie a internet e alle sue canzoni scaricate gratuitamente per la felicità di un pubblico underground sempre più numeroso. Questo suo ultimo lavoro è una traccia profonda, deep, bassline studiata per farci venire i brividi. “So Good To Me” si adatta all’umore con cui la si sente… è capace di farci sorridere, ma anche di farci sfogare in un pianto disperato. Chris Malinchak crea un mood avvolgente, tutto suo. Il testo è fantastico… And the sky would be blue. As long as you’re lovin’ me.
Affkt ft Sutja Gutierrez – Soul (NiCe7 Remix)
Colpisce direttamente nell'anima questo fantastico remix di Soul, realizzato da Nice 7 per il dj producer spagnolo Affkt e pubblicato su Noir Music. Una bomba deep house caratterizzata da un funky groove che esce dal subwoofer per penetrare nel profondo del corpo, coadiuvato dalla voce di Sutja Gutierrez in loop vocale. Impossibile stare fermi, questo è poco ma sicuro!
Claptone Feat. Jaw – No Eyes
Pubblicato su etichetta Exploited, No Eyes è il nuovo singolo di Claptone, dj producer tedesco insignito nel 2012 del titolo di miglior artista dell'anno al German Trendcharts DCC, e giunto alle vette della classifica Deep House 2012 di Beatport con la traccia intitolata Cream, che l'ha fatto conoscere in tutto il mondo. Le sonorità che caratterizzano No Eyes non si discostano molto dal precedente successo di Claptone: un armonico impasto di suoni classici che strizzano l'occhio al jazz, con accordi di piano elettronico scanditi da una cassa a 120 bpm ed arricchiti da un cantato soulful ben eseguito ed impreziosito dalla voce black del cantante Jaw.
Wankelmut & Emma Louise – My Head Is A Jungle

DA EGOMUSIC.NET
<Nel gennaio del 2012 Asaf Avidan viene a sapere, quasi per caso e da Facebook, l'esistenza di un remix della sua canzone “One Day / Reckoning Song” che sta facendo il giro del web. Quello è stato un giorno davvero fortunato per l'israeliano, il giorno in cui ha incontrato Wankelmut, il ragazzino che ha trasformato e dato alla sua canzone una nuova veste elettronica e alternativa, regalandogli fama mondiale e trionfo senza frontiere.
Wankelmut si chiama Jacob Dilßner, ha 25 anni, è nato e vive a Berlino e ha studiato filosofia. Forse pochi sanno che (der) Wankelmut, in tedesco, vuol dire “indecisione”, “carattere sbandante”. (Der) “Mut” significa animo, il verbo “wankeln” vuol dire traballare. Forse Wankelmut vuole essere zoppicante, traballante, non farsi acchiappare. Giocare con le nostre orecchie, incrociare pensieri e note senza mai restare fermo in un luogo.
Nel 2011 fa un viaggio negli Stati Uniti e ascolta, per caso, la versione acustica di “Reckoning Song” del compositore israeliano Asaf Avidan & the Mojos. “Reckoning Song” è stata pubblicata nel 2008. Wankelmut mette on-line nell'inverno del 2011 la sua personale versione: “One Day / Reckoning Song” (Wankelmut Remix). Da quando esce il remix e per tutto il 2012, è un crescendo di visualizzazioni e contatti. È il remix di Wankelmut a portare Asaf Avidan - 4 anni dopo - al successo mondiale e alle prime posizioni nelle classifiche di tutta Europa.
Wankelmut, il ragazzino con gli occhi di ghiaccio, è diventato uno dei più conosciuti e stimati DJ del momento. Oggi ogni sua mossa è al centro dell'attenzione, ogni sua release sotto la luce dei riflettori. “My Head Is A Jungle” è il suo nuovo, appassionante e appassionato lavoro. La traccia di partenza è “Jungle” (2011) della talentuosa cantautrice australiana Emma Louise, voce eterea e spezzata. Il risultato è una traccia potentissima dove melodia, chitarre, voce e Tech-House vanno a braccetto. Altissimo livello: il “Must Have Tune” di questo 2013.>
Ben Pearce – What I Might Do
Neanche loro avrebbero potuto immaginarlo. La MTA Records da settimane guida le charts con una release che non rientra nei canoni della label britannica. Partire dalla Dubstep e ritorvarsi sul gradino più alto delle classifiche Deep House, non è stato affatto un lavoro semplice soprattutto se si pensa che a traghettare la barca ci ha pensato Ben Pearce un appassionato di musica rock convertitosi al culto della musica elettronica. Gli ingridenti ci sono tutti: diversità di stile e intelligenza musicale. Il dj/produttore di Manchester sa come richiamare l’attenzione dei clubbers in ogni sua uscita, in questo caso il richiamo è forte: percussioni fulminee, un vocal blues da brividi e una bassline martellante. “What I Might Do” si è fatto attendere, ma non ha tradito le aspettative, è un Ep sorprendente che merita la vetta. Qualcosa per emozionarti deve colpirti al primo impatto ed è esattamente quello che accade ascoltando questa traccia, la voce di Anthony Hamilton (campionata in maniera deliziosa) è un ciclo vocale che irrompe nel cervello e manda i pensieri in festa. La morale è scontata, Ben Pearce ottiene il lascia passare ed entra nel cerchio dei producers europei più quotati e spiana la strada alla MTA Records, qualora volesse proseguire su questa strada.













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